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TESTO
BIOGRAFICO
Novembre 2009
L’amore per la pittura in
Natali Grunska si manifesta in una
volontà di sperimentare soluzioni tecniche e soggetti eterogenei.
L’artista, nata a Kiev nel 1980,
viene selezionata all’età di sei anni per poter frequentare la “Scuola
d’Arte” nella capitale Ucraina. Il rapporto arte-vita è quindi da
intendersi come parte integrante del percorso esistenziale della
pittrice. L’iter scolastico di tale Istituzione prevede una formazione
completa che va dallo studio dell’arte, in senso più stretto, allo
studio delle arti: canto, strumento (pianoforte), teatro, danza … Tutto
questo è programmato al fine di sensibilizzare e quindi plasmare la
personalità di ogni singolo allievo da subito. Proprio all’età di nove
anni la piccola Natali vincerà un prestigioso premio per il concorso “I
bambini e il cosmo”, che la porterà fino a Mosca.
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Conclusa una prima fase di apprendimento
generale, si è chiamati
alla
scelta di un settore specifico, dagli undici ai sedici anni è la pittura
che diventa la vera protagonista dei suoi studi. La stessa Istituzione
scolastica,
di severa impostazione didattica, prevede un grande impegno
d’applicazione sia per lo studio teorico della storia dell’arte sia per
l’aspetto pratico, con
l’obbiettivo di trasmettere
padronanza
e conoscenza delle tecniche artistiche,
disciplina
dai contenuti davvero ampi. Oltre alle tecniche classiche dell’olio, del
pastello, dell’acquerello si studiano, ad esempio, la tecnica del “vetraggio”,
del batik, dell’ekibana, della ceramica,
dell’icona….
Proprio la tecnica dell’ ”ikonopis” è una delle esperienze più
interessanti: la tradizionale raffigurazione mariana
ha
impostazioni molto precise, che richiedono tempo e abilità per
diventarne un vero maestro. In questo periodo di formazione si affronta
lo studio della figura umana, della prospettiva, dell’anatomia, della
copia dal vero. Il modello è sicuramente quello classico: proporzione,
equilibrio e plasticità i tre fattori
nodali
da osservare, capire e interiorizzare.
Per
quanto concerne l’aspetto più strettamente pittorico, è la tendenza
realista a fare ancora da guida nei territori dell’est Europa. Questo
dato emerge anche nello stile pittorico di Grunska, ad esempio per
quanto concerne la cura del dettaglio e dell’impostazione mentale del
disegno da eseguire. La pittrice, fin da giovane, inizia a capire il
mistero della bellezza, del colore, insieme all’utilizzo in senso
espressivo della linea. La sua figurazione, oltre all’impostazione
classica,
risente infatti dell’eco dei
grandi maestri antichi, come quella dei
pittori
della scuola di Palech, attraverso cui l’artista ci fa conoscere la
tradizione della sua terra d’origine. Nei dipinti è infatti possibile
rintracciare frammenti degli “illustratori di libri”, nelle loro
rappresentazioni di leggende, favole, battaglie, danze popolari del loro
paese.
Dopo
la Scuola d’Arte, la pittrice continua i suoi studi presso L’Università
di Recitazione e Drammaturgia dove, oltre ad essere introdotti nel mondo
del cinema, della pubblicità, della televisione o del teatro,
vengono insegnati anche il canto
classico, il trucco teatrale, la scherma e l’equitazione. Anche questo
periodo si rivela prezioso per la sua formazione, che la vede
approfondire le conoscenze relative alla scenografia,
settore
in cui sarà parte attiva nella
creazione di un fondale per la Manifestazione Nazionale Campestre 2009,
all’isola di San Giulio, sul lago d’Orta. Durante il periodo di studi
Natali Grunska
partecipa
a diverse collettive artistiche in collaborazione con la Germania, la
Russia, la Polonia ed anche la Colombia. Aver visitato questi paesi, la
porta ad ampliare la sua concezione di arte e il suo bagaglio culturale.
Particolarmente importanti saranno le visite all’Ermitage di Leningrado,
al Louvre a Parigi e al Dresden Gallery, in Germania.
Il 2001 è l’anno in cui la pittrice
arriva in Italia, sicuramente uno dei paesi in cui il suo rapporto con
l’arte è cresciuto ed è migliorato, grazie alla storia che da millenni
affascina tutti gli artisti del mondo. Roma, ad esempio, sarà una delle
tappe che segneranno maggiormente l’artista ucraina. Il suo percorso la
porta in seguito ad esiti pittorici diversi. Inizialmente la sua
attenzione è rivolta verso
la figurazione, il cui soggetto
principale è la donna. Dolce, forte, sensuale o misteriosa questa figura
è interpretata in una chiave che unisce realtà e fantasia, e che a volte
sfiora il fumettistico, quasi a trasformare il modello in personaggio
tratto da un romanzo, da un film o da un’ illustrazione. Quello che da
sempre ha caratterizzato l’artista è l’uso del colore oro. Il suo
impiego è decorativo e serve ad esaltare la personalità dei protagonisti
nei dipinti, caratteristica che l’avvicina molto al grande maestro
viennese Gustav Klimt. Oltre alla figura possiamo trovare opere più “surreali”,
dove lo spazio viene frammentato in
una
visione molteplice, quasi vi fosse la volontà di rappresentare la
materia di cui vivono i sogni o i ricordi dai confini labili ed incerti.
Sicuramente l’influenza dei pittori surrealisti e visionari hanno aperto
in lei un varco nelle possibili soluzioni artistiche, non
a
caso Salvator Dalì rappresenta per la pittrice un punto di riferimento.
Un
altro carattere distintivo è
il
senso fiabesco e romantico, che si
nota nei dipinti che vedono
rappresentati i silenziosi
boschi
invernali: come
nel
lampo di
uno scatto fotografico,
l’artista
si concentra sui giochi d’ intrecci dei rami che si stagliano nel cielo,
ed anche in questo caso riemerge la poesia delle sua terra. Da sempre,
l’artista dell’est
riflette
l’amore per
il
paesaggio
che lo circonda, dall’alba al tramonto, dal fiore al frutto, dalla
primavera all’autunno.
Una fase imprescindibile del suo lavoro è
la preparazione della tela. Al fine di garantire la durata nel tempo e
una corretta tonalità del colore col passare degli anni, ogni tela viene
tratta con
una stesura di gesso fine, che
unito al colore è poi impiegato per dare il rilievo materico la dove
serve. I materiali principalmente usati sono l’acrilico e la polvere
d’oro.
Un aspetto interessante del suo lavoro è
sicuramente quello che riguarda la body-art. Secondo l’artista, l’idea
che la
pelle e il corpo umano siano dei supporti su cui intervenire si rivela
un’esperienza fortemente stimolante ed anche una sfida, visto che
occorre una predisposizione personale ed una certa esperienza. Le
performance di body art, sono assai diffuse a Kiev, impiegate
soprattutto per la sponsorizzazione di un evento, di un prodotto o di un
nuovo locale. Proprio nel 2007
Natali Grunska è stata chiamata ad
essere parte attiva nella manifestazione del concorso di “Miss Italia”,
per l’inaugurazione
della cantina dei vip. La vediamo ancora impegnata in questo genere di
attività per serate di grande prestigio, come quella organizzata dalla
ditta di spumanti “Astoria” o per
l’evento “Sinfonia Floreale”, a
Verbania nel 2006.
La critica le ha inoltre conferito
il
“Premio di Decorazione al Circolo della Stampa di Milano”, nel 2007. Ed
ancora, in occasione della
Italy
Women ‘s Cup, le è stato
conferito
il “Premio delle Arti 2008” per l’originalità dell’ideazione di
un’etichetta di vino.
La
pittrice è stata inoltre impegnata in mostre itineranti nell’ambito
dell’arte terapia, all’interno delle strutture ospedaliere. Gli ultimi
esiti creativi hanno portato l’artista ad un’evoluzione che vede accanto
ai dipinti figurativi espressioni di pittura informale. Colore e forma
si fondono in composizioni mai statiche, dove il ritmo viene
sottolineato dal rilievo e dalle pennellate oro. Attualmente l’artista
continua la sua attività esponendo in diverse città italiane.
La sua
ricerca, sempre volta a riportare
l’attenzione sul vero senso dell’arte, sulla responsabilità dell’artista
nei confronti del suo lavoro, la porta ad essere attenta agli aspetti
qualitativi della sua produzione, dimostrando una serietà di fondo che è
la motivazione principale del suo gesto creativo.
Dott. Miriam Giustizieri
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